29 settembre, 2009

Calcio - E L'Italia conobbe La squadra di Kazan......



Vedere la squadra che ha dominato il panorama calcistico italiano ridicolizzata da un’allegra banda di sconosciuti (per noi italiani presuntuosi) mi ha fatto pensare.
L”Italia e’ sempre stata caratterizzata da un diffuso provincialismo, ma negli ultimi anni la pretesa di essere il centro del mondo ha fatto di perdere a tutti l’esatta percezione della realta’.
Per cui puo’ capitare che la squadra piu’ forte del calcio italiano si faccia sorprendere da sconosciuti (agli Italiani), i quali hanno sciorinato calcio champagne e solo per un niente non hanno rifilato 4 goal al blasonato avversario.

Rubin Kazan - 77 Ryzhikov; 4 Navas, 76 Sharonov, 3 Ansaldi, 9 Salukvadze; 15 Ryazantsev, 7 Semak, 16 Noboa, 61 Karadeniz; 10 Dominguez (all'86' 88 Kasaev), 11 Bukharov.
Inter - 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 25 Samuel, 6 Lucio, 26 Chivu; 4 Zanetti, 5 Stankovic, 19 Cambiasso (dal 79' 14 Vieira); 30 Mancini (dal 63' 7 Quaresma), 9 Eto'o, 45 Balotelli (espulso al 60').

Sulla carta non ci sarebbe dovuta nemmeno giocarla la partita. Ma, nella realta’, i mercenari strapagati della squadra Italiana hanno fatto una figura vergognosa.
Il loro allenatore che si professa essere migliore di tutti ed e’ insofferente alle critiche dovrebbe chiederebbe scusa a tutti e scomparire.
Allargando il discorso sconcerta il dilettantismo che domina il nostro calcio. Si buttano milioni e milioni di euro inseguendo i mercenari e si riceve una lezione di calcio da una grande squadra, che solo i presuntuosi foperatoricalcistici italiani potevano definire la squadra cuscinetto del girone.
Ci vorranno anni luce prima che il calcio italiano possa raggiungere il livello di professionalita’, organizzazione e efficienza rappresentati dai modelli inglese, spagnolo e anche, ultimamente, tedesco e francese.
Nel frattempo temo che in Europa ci sara’ da mangiare pane e cicoria per un tempo biblico.
Occorrera' guardare altrove se si vorra' godere di uno spettacolo sportivo entusiasmante!

Reggio Calabria - CFS, gli uomini del comandante provinciale Angelo Ciancia impegnati in operazioni di controllo del territorio



Gli agenti del Corpo Forestale dello Stato del Comando Stazione Forestale di S. Eufemia d’Aspromonte durante i servizi di controllo e sorveglianza del territorio predisposti dal Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Reggio Calabria Primo Dir. Angelo CIANCIA finalizzati all’accertamento ed alla repressione dei reati ambientali, nei giorni scorsi in due distinte operazioni hanno posto sotto sequestro un edificio costruito abusivamente ed un autocarro che trasportava illecitamente rifiuti e materiale inerte nonché intensificato i controlli nell’ambito del territorio di giurisdizione denunciando un episodio di pascolo abusivo. E’ stato denunciato alla Procura di Palmi R.F. di anni 32 per violazione al D.P.R. n. 380/2001 e posto sotto sequestro l’edificio in costruzione in località “S.Elia - Piani della Corona” in agro del comune di Palmi (RC) in quanto non in possesso delle necessarie autorizzazioni.
Sempre nell’ambito dello stesso comune in contrada “Salice” lungo la SS 18 direzione Palmi S. Elia è stato disposto il fermo ed il sequestro ai sensi della Legge n. 210/2006 di un autocarro che trasportava rifiuti e materiale inerte senza il dovuto formulario di trasporto, elevando Verbale Amministrativo ai sensi del D. Leg.vo n. 152/2006. Lo stesso risultava inoltre sprovvisto della periodica revisione. Sono stati denunciati a piede libero i Sig.ri S.A. conducente, C.S. passeggero e C.A titolare della ditta che ha commissionato il trasporto illecito dei rifiuti sopra citati.
Dopo vari appostamenti e controlli disposti dalla Procura della Repubblica di Palmi la pattuglia del Comando Stazione Forestale di Sant’Eufemia d’Aspromonte, ha segnalato all’A.G. il Signor O.G. che effettuava pascolo abusivo col suo gregge di ovini in località “Persicara” in agro del comune di Seminara (RC) ed ha intensificato i posti di controllo a seguito di denuncia di rapina ai danni di un cacciatore in località “San Pietro” di Sant’Eufemia d’Aspr.
I reati ambientali e gli incendi boschivi sono funzioni prioritarie degli Agenti Corpo Forestale dello Stato, inoltre la sorveglianza e gli accertamenti degli illeciti commessi in violazione delle norme in materia di tutela delle acque dall’inquinamento ed il relativo danno ambientale, nonché la repressione di traffici illeciti e gli smaltimenti illegali di rifiuti sono obbiettivi del controllo quotidiano degli Agenti del Corpo Forestale dello Stato.



28 settembre, 2009

Agrigento - La squadra locale vince e il "presidente" la dedica ad un mafioso!


Ho la convinzione che la mancanza di cultura sia il vero dramma del nostro Paese, in ogni campo. Me lo conferma questa notizia.
L'unico provvedimento sensato sarebbe la radiazione immediata della societa' e la squalifica a vita di questo "presidente".

fonte
LA REPUBBLICA

Il presidente dell'Akragas vuole dedicare la vittoria della sua squadra (gioca in Eccellenza siciliana) ad un boss mafioso appena arrestato e alle rimostranze dei giornalisti impone il silenzio stampa a tutta la squadra. Lui è Gioacchino Sferrazza, 45 anni, titolare di una catena di negozi che vende giocattoli e articoli natalizi, che è finito nell'occhio del ciclone dopo la sua dedica "all'amico fraterno Nicola RibisiIl problema è che Nicola Ribisi, 29 anni, è il rampollo di una famiglia di lunga tradizione mafiose (un suo zio è stato coinvolto nell'omicidio del giudice Livatino) e pochi giorni fa è stato arrestato per associazione mafiosa perché secondo la Direzione distrettuale antimafia di Palermo voleva ricostituire, con l'imprimatur di Bernardo Provenzano (vi sono diversi pizzini che spiegano le fasi) la famiglia mafiosa di Palma di Montechiaro.

Le reazioni in città sono naturalmente indignate. Il procuratore della Repubblica di Agrigento, Renato Di Natale, ha spiegato di attendere la relazione della Polizia per "valutare se aprire o meno un fascicolo". Il questore di Agrigento, Girolamo Di Fazio - è stata la Squadra mobile di Agrigento ad avere arrestato pochi giorni fa Nicola Ribisi - non ha invece nascosto la sua indignazione: "E' un caso gravissimo. Ci dispiace anche perché è un messaggio che giunge da un mondo come quello dello sport seguitissimo dai giovane e che tende a dare valore a chi invece valore non ha".

Il consigliere comunale ambientalista Giuseppe Arnone ha invece chiesto al Comune ed alla Provincia di annullare qualunque tipo di rapporto di sponsorizzazione con la società fino a quando a presiederla ci sarà Gioacchino Sferrazza.

Papa Benedetto XVI - "C'è bisogno di persone credenti e credibili, dedite non al proprio interesse egoistico ma al bene comune".



Spero che nessuno abbia l'ardire di definirlo Comunista o antidemocratico o antiitaliano.

fonte:
LA REPUBBLICA


Ultimo giorno del viaggio di Benedetto XVI nella Repubblica Ceca
Quasi 40mila fedeli per la messa in omaggio a San Venceslao


Papa: "Chi guida i popoli sia credente e credibile"
Il pontefice ai ragazzi: "Con voi mi sento giovane anch'io"
E li mette in guardia dai "miraggi di paradisi artificiali"


PRAGA - "C'è bisogno di persone credenti e credibili, dedite non al proprio interesse egoistico ma al bene comune". Questo l'appello lanciato da Benedetto XVI nella terza e ultima giornata della visita papale in Repubblica Ceca. Il papa si trova nella cittadina di Stara Boleslav, a trenta chilometri da Praga, dove ha reso omaggio, con una messa di popolo, a San Venceslao, il re boemo ucciso dal fratello Boleslav nel 935 e divenuto patrono della nazione ceca. Oggi è la sua ricorrenza liturgica e festa nazionale.

L'omelia. Il pontefice ha preso spunto dalla vicenda del re cristiano per impostare la sua omelia. "Il secolo passato, e questa vostra terra ne è stata testimone, ha visto cadere non pochi potenti che sembravano giunti ad altezze irraggiungibili" ha detto, riferendosi, come nei giorni scorsi, ai regimi totalitari del Novecento. "Chi nega Dio e non rispetta l'uomo sembra avere vita facile, ma sotto la superficie in queste persone c'è tristezza e insoddisfazione". "Per questo", ha quindi ammonito Benedetto XVI "c'è bisogno di persone che siano credenti e credibili, pronte a diffondere in ogni ambito della società quei principi e ideali cristiani ai quali si ispira la loro azione". Papa Benedetto XVI è stato accolto dal suono delle campane e da un coro di bambini, accompagnati dall'organo. Prima della messa il pontefice ha pregato sulla tomba del santo e ha incontrato un gruppo di anziani sacerdoti locali.

Papa Ratzinger ha esortato i fedeli a rifarsi all'esempio del patrono della nazione "che ebbe il coraggio di anteporre il regno dei cieli al fascino del potere terreno. Il suo sguardo non si staccò mai da Gesù Cristo, il quale patì per noi, lasciandoci un esempio, perchè ne seguiamo le orme". Un esempio che, ha ripetuto, raccomanda anche oggi a "quanti guidano le sorti delle comunità e dei popoli".

I giovani. Ad ascoltare la messa ci sono quasi quarantamila persone, moltissimi i giovani venuti da tutta Europa che hanno passato la notte all'aperto dopo un pellegrinaggio per rendere omaggio a San Venceslao. E proprio ai giovani si è rivolto il pontefice, ringraziandoli per la partecipazione e scherzando con loro: "Con voi anche il papa si sente giovane". Ma Benedetto XVI ha voluto anche metterli in guardia da "illusori miraggi di paradisi artificiali", esortandoli a "seguire l'aspirazione alla felicità" senza cedere alle lusinghe della società dei consumi.

Il Vaticano. Nel suo discorso dedicato al patrono della Repubblica Ceca, riferisce il portavoce vaticano padre Federico Lombardi, "il papa non ha mai usato la parola "governanti" nè si è riferito a "responsabili politici", come invece hanno riportato le agenzie di stampa. "Il pontefice si rivolge a tutti, occorre attenersi fedelmente al testo del suo intervento" ha precisato padre Lombardi.

26 settembre, 2009

Crotone - il CFS denuncia una persona per furto di inerti e deturpamento di bellezze naturali.



Crucoli- Aveva prelevato abusivamente materiale inerte: denunciato il titolare di una ditta . Posto sotto sequestro e un autocarro.

CROTONE, 25/09/2009 – Il Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Cirò, nel corso di alcuni controlli del territorio, atti a prevenire e reprimere reati vari in materia eco-ambientale, in agro di Crucoli località Fiume Nica, ha proceduto a segnalare alla competente autorità giudiziaria una persona, vale a dire il titolare di una ditta, identificata in F.G. di anni 42 di Crucoli . Questi, senza avere acquisito le preventive autorizzazioni necessarie aveva messo in atto una vera e propria attività estrattiva abusiva, interessando in particolare il greto del fiume Nicà, ricadente nel territorio di Crucoli.
All’atto dell’intervento degli Agenti del Corpo Forestale sono stati rinvenuti un autocarro e un cumulo di materiale inerte, stimato in metri cubi cinque circa,dove sono stati posti immediatamente sotto sequestro. Dai rilievi effettuati con l’ausilio delle apparecchiature GPS e applicativo SIM (sistema informativo della montagna) è stato possibile accertare che l’area oggetto dei prelievi abusivi è di proprietà demaniale.

Dagli accertamenti effettuati con supporti informatici in dotazione, è emerso che l’area oggetto dei prelievi di materiale inerte è ubicata lungo il corso del Fiume Nicà, in zona di proprietà demaniale, vincolata paesaggisticamente, ai sensi del Decreto Legislativo n° 42/2004 e Legge Regionale n° 23/90, in quanto situata nel corso del fiume Nicà, incluso nell’elenco delle acqua pubbliche.-
Inoltre, la predetta area ricade in area di attenzione a rischio inondazioni, prevista dal Piano per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.), della Regione Calabria. Da qui la denuncia scattata a carico di F.G. il quale dovrà comparire innanzi alla autorità giudiziaria competente per:

- Furto aggravato (Artt. 624-625 C.P.);
- Deturpamento di bellezze naturali ( D. Lg.vo 42/2004 e Legge Reg.le 23/90);
- Modifica dello stato dei luoghi (art. 632 e 639 bis C.P.);------------------------------
- Esecuzione lavori in assenza di nulla osta paesaggistico ambientale (art. 181 D. L.vo n. 42/2004).--------------


25 settembre, 2009

Bari - Risarcimento all'ex custode dello Stadio della Vittoria.Quando migliaia di albanesi furono stipati li come animali, non fu avvertito da nessuno e ..visse giornate da incubo!



Nel nostro Paese, che molti ancora si ostinano a ritenere una grande potenza mondiale, succede anche questo!


lo stadio della vittoria fu trasformato in accampamento da 18 mila albanesi
L'ex custode dello stadio va risarcito:
nel 1991 finì «prigioniero degli albanesi»
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero dell'Interno: a lui andranno 110 mila euro

fonte

Corriere del mezzogiorno - Bari

BARI - Luigi Roca, ex custode dello sta­dio Della Vittoria, deve essere ri­sarcito per la prigionia subita du­rante l’invasione albanese del’91. A stabilirlo una sentenza della Corte di Cassazione, che ha riget­tato il ricorso del ministero del­l’Interno sul risarcimento accor­dato all’ex custode dalla corte d’appello di Bari. Si tratta di 110mila euro che lo Stato, nono­stante la sentenza esecutiva del tribunale barese, ha rifiutato di concedere a Roca, proponendo ri­corso in Cassazione. Adesso alla luce del nuovo provvedimento il Ministero non può sottrarsi dal­l’obbligo di concedere il risarci­mento.

Dopo 18 anni di battaglie giudiziarie, Luigi Roca, difeso dal­l’avvocato barese Chaia Noya, ha ottenuto la giusta ricompensa per aver patito giorni di fame e sete nei giorni in cui sbarcarono 18mila clandestini, che fecero del­lo stadio della Vittoria il loro ac­campamento. Tanto che i magi­strati hanno paragonato la condi­zione in cui viveva l’uomo ad un «campo di concentramento im­provvisato nello stadio comuna­le». Il custode fu derubato e la sua abitazione fu saccheggiata, per via di un equivoco: fu l’unico infatti a non essere avvertito in tempo dell’arrivo della nave Vlo­ra. «Valga ricordare che quanto accaduto in città in quel periodo fu oggetto di una situazione pole­mica assai grave - dice l’avvocato Noya - che condusse, addirittura, l'allora presidente della Repubbli­ca, Francesco Cossiga, a chiedere la rimozione del sindaco Enrico Dalfino».

24 settembre, 2009

Giorgio La Malfa scrive a Silvio Berlusconi. Delusione totale!


Riporto una letterar,iporatata dal sito web del Corriere della Sera,che Giorgio La Malfa ha inviato a Silvio Berlusconi.
Esprime tutta la sua delusione poggiandola su argomentazioni serie, complete, La delusione, penso, di tutti gli Italiani, non fascisti o comunisti, per un personaggio che si proponeva quale innovatore della societa' del nostro Paese, diventandone, al contrario, il principale impedimento.

Caro Direttore, lo scorso 4 settembre ho inviato al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi una lunga lettera per illustrare le ragioni del mio disagio nei confronti soprattutto della politica economica del Governo, tanto più in questa difficile crisi mondiale. Proprio la politica economica era stata, all’indomani dell’ingresso dell’Italia nell’euro, uno dei motivi determinanti che mi indussero a proporre al PRI di lasciare la coalizione di centrosinistra e di entrare nella coalizione guidata da Berlusconi. L’ingresso nell’euro rendeva indispensabile e urgente una profonda svolta nella politica economica italiana perché con l’euro non sarebbe stato più possibile tutelare la competitività industriale del Paese attraverso periodiche svalutazioni del cambio della lira con cui si coprivano le nostre debolezze strutturali.

Le due linee portanti del programma del centrodestra erano la riduzione della pressione fiscale e le liberalizzazioni. Viste le dimensioni del debito pubblico la riduzione delle imposte presupponeva una decisa riduzione della spesa corrente ed in particolare una contrazione dell’area delle amministrazioni pubbliche che soffocano le capacità di azione dei cittadini. Invece tra il 2001 ed il 2006 non vi è stata alcuna riduzione della spesa pubblica corrente; la pressione fiscale è rimasta quella che era; il progetto di liberalizzazioni che avevo sottoposto al Consiglio dei ministri come responsabile del progetto Lisbona, venne accantonato nel 2006 e mai più ripreso.

Ancora più deludente il bilancio di questo primo anno e mezzo di legislatura.

Accantonato ogni progetto ambizioso di riordino della Pubblica amministrazione (compresa l’abolizione delle Province) per ridurre la spesa corrente e quindi ridurre la pressione fiscale, il Governo ha finito per limitarsi ad una politica del giorno per giorno. Ma questo non ci garantisce affatto l’aggancio alla ripresa mondiale quando avverrà perché comunque l’Italia non è sufficientemente competitiva.

Non abbiamo condiviso la riforma federalista dello Stato dalla quale scaturiranno inevitabilmente, per il modo con cui essa è stata articolata, nuovi oneri per la finanza pubblica. In mancanza di una vera riorganizzazione di tutta la macchina politico-amministrativa, la promessa di devolvere al centro-nord maggiori risorse fiscali assieme alla necessità di garantire al Sud le risorse di cui gode attualmente porterà sicuramente ad un aumento del deficit o della pressione fiscale.

Su un piano più politico, ho molti dubbi su vari aspetti della politica estera, mentre una lunga serie di errori sta mettendo in crisi quel delicato equilibrio fra lo Stato laico e la Chiesa cattolica che fu uno dei frutti migliori della collaborazione fra DC e partiti laici nel dopoguerra.

Il tempo entro il quale l’Italia deve cambiare strada si sta facendo sempre più breve. Il mondo non attende le nostre pigrizie e le nostre esitazioni. Nuovi paesi si affacciano sul mercato e gli spazi per l’Italia tendono a ridursi perché le imprese hanno costi, tra cui quelli fiscali, troppo elevati. La scuola e l’Università, da cui nasce l’innovazione, versano in condizioni disperate. Il sistema pensionistico richiede, per essere sostenibile, un allungamento dell’età pensionabile. La Pubblica amministrazione è insopportabilmente estesa e costosa.

Ecco perché sono giunto alla conclusione che per noi una fase si è chiusa ed è necessario aprire una riflessione sul modo nel quale realizzare nel Paese la svolta politica indispensabile per fermare il declino italiano che dura da quindici anni e preparare un degno futuro per i nostri giovani.

Mi creda.

22 settembre, 2009

Calabria:........ci mancavano le leggi "contra personam"



fonte:
LA STAMPA

Dalla Calabria arrivano sempre notizie, le quali, a loro modo, sono uniche, perche' in mezzo a tutte le emergenze la classe dirigente vive in un mondo a parte, il quale, eviedntemente, si muove lungo direzioni diverse da quelle della logica.

Sarà pur vero che le leggi personali le ha inventate Berlusconi. Ma c’è chi, a sinistra, ne cavalca l’esempio. Di più: riesce a fondere in un solo atto normativo una legge ad personam e contra personas, oltre che contro le regole più elementari dello Stato di diritto.
Per raccontare questa storia, bisogna immergere lo sguardo nei palazzi del potere calabrese, facendo correre all’indietro l’orologio, fino alla data del 2001. Mentre il mondo inorridisce dopo l’attentato alle Twin Towers, la Calabria approva una legge (n. 25 del 29 ottobre 2001) per assumere i portaborse alle dipendenze del Consiglio regionale, attraverso un concorso «riservato». Qualcuno nei giornali mena scandalo, ma dopotutto la stessa sanatoria si ripete in molte altre regioni. Sicché il concorso viene espletato l’anno successivo, 132 portaborse sono dichiarati idonei, ma solo 85 ottengono in premio l’assunzione. E gli altri? Non c’è più posto, la pianta organica è al completo. Però gli esclusi hanno diritto, in base alla normativa statale e regionale, allo scorrimento della graduatoria, se e quando il Consiglio regionale procederà a nuovi reclutamenti. Gioca qui infatti un principio di economia amministrativa: perché mai armare un altro bastimento concorsuale quando la figura professionale che ti serve ce l’hai già, certificata dalla vecchia commissione di concorso?
Due anni dopo, nuovo concorso
Invece nel 2004 la regione indice una nuova procedura concorsuale: 170 posti. Evidentemente in un paio d’anni si era aperta una voragine in quell’organico zeppo come un uovo. Fanno domanda 48.983 persone, la popolazione d’una cittadina di provincia. E infatti il concorso non si è ancora concluso, benché la Calabria ne abbia affidato la gestione a una società esterna, per risparmiare tempo, non certo per risparmiar denaro. Domanda: ma non era meglio assumere gli idonei del 2002? Sulla carta sì, ma c’è portaborse e portaborse. C’è il parente stretto d’un consigliere regionale, c’è il funzionario di partito, il cui profilo corrisponde quasi sempre agli 85 fortunati vincitori; ma c’è anche il portaborse senza troppi santi in Paradiso, oppure disgraziato, nel senso che è caduto in disgrazia nel frattempo. Tuttavia i disgraziati non s’arrendono: vanno in giudizio, e il tribunale di Catanzaro in 29 casi riconosce il loro diritto all’assunzione. Con quali conseguenze? Un danno erariale di 3 milioni e mezzo di euro, non proprio una bazzecola.
Ecco, è a questo punto della storia che entra in scena Sua Maestà la Legge. Se ne rende anfitrione il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, ex diessino adesso in prima fila nel Partito democratico, nonché titolare d’una pagina su Wikipedia non troppo lusinghiera, per una pioggia di polemiche con il movimento antimafia calabrese e per una condanna della Corte dei conti (penne Montblanc in regalo ai consiglieri). Il rimedio? Una legge retroattiva, che cancelli oggi per allora il diritto allo scorrimento della graduatoria.

La certezza del diritto
Alla faccia degli illuministi, che a suo tempo ne vietarono l’uso perché altrimenti se ne va in fumo la certezza del diritto. E alla faccia della pubblica decenza, dato che la legge in questione (n. 27 del 2009) viene costruita nottetempo e in pieno agosto, come si fa con gli abusi edilizi. Senza uno straccio di relazione illustrativa che dia qualche informazione ai pochi consiglieri in aula. Senza neppure un passaggio in commissione, benché lo statuto della Calabria (art. 29) lo renda obbligatorio. Per intendersi: come se improvvisamente il presidente Fini tirasse fuori un foglietto dalla tasca, chiedendo ai deputati di trasformarlo in legge.
Per la verità, in quella notte del 6 agosto, un consigliere (Demetrio Battaglia) osserva che nessuna assemblea legislativa può cambiare in corso d’opera le regole del gioco. Ma il presidente Bova gli risponde secco: «Per strada, qualcuno che non è il legislatore ha forzato il legislatore». Questo qualcuno è il giudice, che evidentemente a Catanzaro vive sulla strada. Poi c’è qualcuno che doveva cautelarsi dal danno erariale (da qui la legge ad personam). E qualcun altro - i 29 disgraziati - che non doveva prendere servizio (da qui la legge contra personas). Ma dopotutto questa vicenda ci consegna una nota positiva: almeno in Calabria, non è vero che le leggi si disinteressano dei destini personali.

Melito di Porto Salvo (RC) - Navi dei veleni, convegno pubblico sul tema.



La sete di informazione sul tema delle navi inabissate al largo delle coste Calabresi e' tanta.
Un convegno pubblico molto ben organizzato sull'argomento si e' svolto sabato scorso.
Si puo' vedere a questo link.
Consiglio di vederlo poiche' si e' trattata di una iniziativa molto ben organizzata, la quale vedeva la presenza degli amministratori dell'intera Area Grecanica.
Faccio i miei complimenti agli organizzatori.

E qui la fine del post.

19 settembre, 2009

Le navi dei veleni. E' arrivata l'ora della verita'?



E’ tornata di attualita’ la questione delle navi tossiche affondate in vari punti del Mar Mediterraneo, davanti alla Calabria.
La prima volta che sentii queste notizie risale almeno a quindici anni fa, e, da allora, ho cercato di evitare, per quanto possibile, di non mangiare pesce o altro che fosse coltivato,di non bere acqua dalle fontane, non fare il bagno nel mare Calabrese.Dire di essere stato considerato "strano" da molti e' dire poco.
Il clamore della notizia, la rilevanza dei fatti, l'aumento esponenziale delle morti per tuimore non ha mai suggerito a nessuno in Calabria, a parte qualche associazione ambientalistica e magistrato solitario, di attivarsi perche’ si approfondisse la problematica e si arrivasse a conclusioni definitive.
Si e’ continuato a trattare queste notizia, a seconda dei casi, o come i vaneggiamenti di pazzi in cerca di notorieta’o tentativi di fantomatici guastatori delle fortune turistiche della regione Calabria o altro ancora.
Nella mia esperienza di corrispondente di un quotidiano ho avuto modo di conoscere personalmente la problematica.Cittadini colpiti da tumori ematici chiedevano che qualcuno si facesse carico per un rigoroso monitoraggio scientifico del territorio, in quanto non si fidavano dei loro amministratori.
Ora, forse, e’ giunto il momento che verita’ sia fatta .
Chi ha consentito che una intera regione diventasse una immensa discarica deve pagare,anche se questo sara' una minima percentuale delle immense sofferenze provocate alla popolazione ignara di tutto.

15 settembre, 2009

L'Italia e i terremoti..risolto il problema...ignorandolo!



Qualcuno di voi ha visto la puntata della trasmissione “Presa diretta” su Rai Tre di Domenica scorsa?

In Abbruzzo si ignorano i risultati di studi seri, competi e costosi e non si interviene per tempo a mettere in sicurezza il patrimonio edilizio che si reputa ad alto rischio sismico, altrove(Calabria) il problema dell'elevato rischio sismico si risolve semplicemente ignorandolo e permettendo a chiunque di costruire come e dove crede, anche con progetti fasulli!
Struggente il capitolo dedicato al terremoto in Abbruzzo.
I giornalisti informano del fatto che esistessero studi seri e completi sullo stato degli edifici pubblici della regione (uno relativo anche alle altre regioni ad alto rischio sismico).
Sulla carta c’era tutto quello che era necessario sapere per predisporre politiche di contenimento del rischio o, addirittura, salvare vite umane, ma l’Italia “ufficiale” ha ignorato tutto, comprese le segnalazioni di geologi del posto o dei ragazzi della casa dello studente, i quali , preoccupati, si erano attivati per avvertire di competenza ottenendo anche che qualcuno facesse un sopralluogo una settimana prima che crollasse tutto. Come fa a dormire? Aveva detto che tutto era a posto e non c’era niente di cui preoccuparsi!
Un altro capitolo della trasmissione era dedicato alla Calabria. Qualunque pensiero che si possa fare sulla gravita’ dello stato dell’edilizia calabrese e’ superato dalla realta’ documentata dal reportage andato in onda.
Una legge di quella regione stabilisce che i controlli sulla qualita’ degli edifici siano fatti con il criterio del sorteggio e per una quota che non ecceda il cinque per cento del totale, ma, si fa capire che, anche se si e’ tra gli “sfortunati” colpiti del sorteggio c’e’ il modo di addivenire ad un esito positivo del controllo.
In pratica non si ha alcuna conoscenza sulle caratteristiche del patrimonio edilizio calabrese e , addirittura, il giornalista e’ riuscito ad ottenere l’approvazione di un progetto fasullo(da google ha preso i dati per il progetto, ha falsificato il timbro dell’ingegnere progettista e direttore dei lavori si e’ procurato egli stesso i campioni di cemento, che, in teoria, avrebbero dovuto costituire la base del controllo degli organi competenti sulla qualita’ del calcestruzzo usato per realizzare quel progetto)
Ebbene il genio civile di Cosenza ha approvato il progetto, protocollandolo e vidimandolo in ogni sua parte, senza che nessuno si preoccupasse di verificare che quanto scritto corrispondesse a verita’!.
Chi vive in queste case abusive costruite su dirupi, sotto il livello delle fiumare, su frane in movimento) viene interpellato dal giornalista dice che lui e’ a posto perche’ ha condonato , ma sa che se arriva una scossa il culo da salvare e’ il suo?
Io sono rimasto senza parole,con un non so di che’ amaro alla bocca dello stomaco e infinite domande in mente.
E' possibile vedere l'intera trasmissione cliccando qui
cosa vi resta alla fine della visione?

14 settembre, 2009

Rivoli (To) - Corso di comunicazione del "Telefono Amico"



Come ogni anno il Telefono Amico di Rivoli organizza un corso di formazione sulla COMUNICAZIONE, finalizzato al reclutamento di nuovi giovani Volontari idonei all'ascolto di Telefono Amico.


Il corso sarà tenuto da Volontari esperti e toccherà nel suo complesso gran parte degli aspetti della Comunicazione, permettendo a chi si lascerà coinvolgere (mettendosi in gioco) di esplorare l'affascinante mondo delle relazioni con gli altri.

La durata del corso è di 16 lezioni. Si terrà a Rivoli in orari serali (dalle 21 alle 23), ogni giovedì a partire dal mese di ottobre 2009.

Il corso è completamente gratuito e la partecipazione non è vincolante a proseguire nell'esperienza di volontariato, possibilità questa comunque riservata esclusivamente a chi supera il corso.

Per qualsiasi informazione è possibile scrivere all'indirizzo e-mail tarivoli@internetamico.net, oppure chiamare (o lasciare un sms per essere richiamati) il numero 340 8758120.

In alternativa contattare la Segreteria del Telefono Amico di Rivoli al numero 011 9571910 (un operatore vi richiamerà per fornirvi le informazioni del caso).

12 settembre, 2009

Crotone- Si perdono in Sila. Ritrovati dal Corpo Forestale dello Stato



Le due persone, A.G. di anni 25 e L.V. di anni 23, entrambi di Aprigliano CS,avevano deciso di passare un pomeriggio diverso, e si erano recati al fresco della montagna in località Monte Morello – Buturo a ridosso del confine delle province di Crotone e Catanzaro, nel Parco Nazionale della Sila. Ma la montagna, oltre che bella, è ricca di insidie e tra una chiacchiera e l'altra i due escursionisti, avevano perso sentiero ed orientamento. Subito hanno chiamato la Sala operativa provinciale unificata di Crotone,attivata nel periodo estivo per l’emergenza incendi, e dopo due ore circa di ricerche sono stati ritrovati dalla Forestale molto impauriti, ma in buone condizioni di salute.- La chiamata telefonica era arrivata alla Sala Operativa unificata, al numero di emergenza incedi boschivi verso le ore 18,00 nel tardo pomeriggio del 10.09.2009, quando una persona palesemente allarmata richiedeva aiuto per essersi persa nei boschi tra Monte Morello e Tacina insieme ad un amico, con cui aveva deciso di fare una passeggiata nei sentieri del Parco Nazionale. Intorno alle 13.30 del primo pomeriggio avevano lasciato l'auto nella predetta località, avevano poi imboccato il sentiero che va in direzione Nord –Est, ma dopo un po' di cammino, quando avevano deciso di ritornare indietro, non erano più riusciti ad orientarsi, per trovare il sentiero. Quindi oramai stanchi e allarmati all'idea di passare una notte all'addiaccio in piena foresta, si erano decisi ad avvisare per telefono e chiamare i soccorsi. La Sala Operativa unificata ha messo in movimento il personale del Comando Stazione Forestale di Petilia Policastro collaborati dal un dipendente dell’A.FO.R.(Carvelli Luigi) di Crotone, che insieme, si sono incamminati per ritrovare le persone disperse, rimaste comunque con i soccorsi in contatto telefonico. Immediatamente è stata avvertita la Sala Operativa Regionale del Corpo Forestale dello Stato di Reggio Calabria. La ricerca si è conclusa comunque dopo circa 2 ore nella località Pollitrea, in agro del Comune di Cotronei, con il ritrovamento dei 2 uomini di Aprigliano, i quali avevano percorso svariati chilometri. Gli stessi, all’atto del ritrovamento, erano in buone condizioni di salute e sono stati riaccompagnati alla loro auto. Il veloce intervento per il recupero dei 2 uomini è stato possibile, ancora una volta, grazie all'ottima conoscenza del territorio da parte del personale del Corpo Forestale dello Stato, che ha consentito di raggiungere con immediatezza il luogo, ritrovando le persone disperse in meno di 2 ore. Il consiglio che Il Comando provinciale del CFS di Crotone, da agli escursionisti è quello di usare prudenza per non avventurarsi in zone del tutto sconosciute e valutare le percorrenze in base alla propria condizione fisica.